Manager e ricercatore, milanese, classe 1983. Crede nel potere dello sport come strumento di trasformazione sociale, oltre il mero risultato, verso l'etica e la crescita delle persone.
Milanese, classe 1983, laureato in economia presso l'Università Bocconi, è un manager e ricercatore con solida esperienza nella gestione aziendale e nell'internazionalizzazione, certificata da esperienze pluriennali all'estero.
Alessandro è da sempre animato da un forte interesse per le dinamiche socioeconomiche territoriali, come testimoniato dalle sue pubblicazioni e dall'attività accademica di seminarista. Allenatore calcistico certificato Grassroots Livello E, si dedica da anni alla formazione sportiva giovanile e allo sviluppo dei talenti dei singoli al servizio delle dinamiche di squadra, attraverso metodologie innovative.
Lo sport, sia praticato in prima persona sia vissuto da allenatore, ha accompagnato tutta la sua crescita personale: una crescita che va dai campi da calcio consumati dall'uso della periferia della sua Milano, battuti in lungo e in largo in tanti anni da giocatore e sui quali ha poi allenato decine di ragazzi di ogni provenienza ed estrazione, ai campi splendenti delle modernissime metropoli cinesi, dove una moltitudine di expat si incontrava per fare comunità e trovare un po' di casa in un mondo così diverso.
«Che cos'è lo sport quando si spengono le luci degli stadi?»
Insaziabile lettore e da sempre incuriosito dal potere delle parole nel raccontare il mondo, la missione di Alessandro oggi per Neuma Radio è quella di esplorare e narrare il ruolo dello sport come leva di inclusione sociale e rigenerazione urbana. Nella sua rubrica «Il lato sociale dello sport» offre spazio e voce a storie di resilienza e riscatto, approfondendo come l'attività sportiva possa favorire l'integrazione nelle comunità nel rispetto delle più varie diversità che le arricchiscono, promuovendo la cittadinanza attiva e la trasformazione delle periferie in luoghi di partecipazione e sostenibilità.
Sedici storie di sport come leva di inclusione sociale e rigenerazione urbana. Dalle periferie milanesi ai centri di accoglienza, dagli oratori agli istituti penali, il racconto di realtà che usano il campo, il ring e la palestra per costruire comunità, dignità e cittadinanza attiva.
La storia di PlayMore!, hub sportivo nel cuore di Milano aperto a persone con e senza disabilità, migranti, rifugiati, anziani e persone in condizioni di fragilità. Un viaggio dalla nascita del progetto al suo impatto sociale, fino alla rete costruita con istituzioni, imprese, fondazioni e università.
Lo sport come strumento di prevenzione e inclusione per minori in condizioni di disagio socioeconomico. Un percorso che mette insieme pratica sportiva, educatori, psicologi, famiglie e assistenza per accompagnare ogni bambino verso una piena integrazione nella squadra.
La storia della prima squadra di rifugiati e richiedenti asilo iscritta ufficialmente a un campionato FIGC nel Nord Italia. Un racconto di calcio popolare, antirazzismo e identità cittadina, nato dall'incontro di squadre formatesi nei centri di accoglienza milanesi.
Una squadra nata per sostenere giovani rifugiati appena arrivati in Italia. Real Refugees mette insieme calcio, Terzo Settore e università in un progetto guidato sul campo da Filippo Galli, per raccontare cosa significhi provare a restituire normalità attraverso lo sport.
Autismo, disabilità e sport si incontrano nell'esperienza di Fabula Onlus. Al centro, il lavoro di un'équipe multidisciplinare e il progetto di avvicinamento alla pallacanestro per ragazzi autistici realizzato insieme a Olimpia Milano, tra educazione, socializzazione e percorsi terapeutici.
Il Powerchair Hockey raccontato attraverso una delle sue realtà storiche italiane. Gli Sharks Monza portano in campo persone con disabilità motorie anche molto gravi, tra agonismo, vita di squadra e attività di sensibilizzazione nelle scuole e sul territorio.
Squadre nelle quali persone con disabilità e normodotati condividono campo, allenamenti e spogliatoio. L'esperienza di G.S. Virtus Milano e del progetto promosso da CSI Milano con TikiTaka racconta concretamente come funziona il calcio integrato, a partire dai più giovani.
Special Climb e Paraclimb portano l'arrampicata a persone con disabilità fisiche o intellettive e a giovani a rischio di marginalità sociale. Una puntata sull'arrampicata come strumento di salute, prevenzione e riabilitazione, oltre la semplice sfida sportiva.
Dal torball al blind tennis, dal baseball all'atletica, fino a nuoto, scherma e sci. Il Gruppo Sportivo Non Vedenti Milano racconta oltre quarant'anni di sport per persone non vedenti e ipovedenti, dall'attività amatoriale fino alle competizioni internazionali.
In via Padova a Milano, il pugilato diventa parte di un percorso rivolto ai ragazzi dagli 11 ai 19 anni. Sport, supporto psicologico, educazione e sostegno scolastico si incontrano nel lavoro di Heracles Gymnasium contro la dispersione scolastica.
Un ring dentro un oratorio di Rozzano. La boxe diventa strumento educativo e di inclusione sociale per bambini e ragazzi, accompagnando l'attività sportiva con momenti di riflessione, confronto e vita comunitaria.
Dentro l'Istituto Penale Minorile Beccaria di Milano, una squadra formata dai ragazzi detenuti sperimenta il rugby come strumento di regole condivise, rispetto e reinserimento sociale. Un progetto nato nel 2011 e oggi rilanciato coinvolgendo i giovani anche in altre discipline sportive.
Sport inclusivo, street sport e recupero degli spazi pubblici nei quartieri milanesi. Fuori Campo racconta come attività sportive e partecipazione dei giovani possano contribuire al benessere e alla costruzione di nuove reti territoriali.
Corsa, sport diffuso e partecipazione diventano strumenti di inclusione giovanile e cittadinanza attiva nei quartieri milanesi. Coach di Quartiere riporta al centro il filo che attraversa l'intera stagione: lo sport come esperienza di comunità.
Le Scuole Calcio Insuperabili accolgono persone con diverse forme di disabilità cognitiva, relazionale, fisica, motoria e sensoriale. Il calcio diventa strumento di socializzazione e inclusione, in una puntata che chiude la prima stagione e guarda già alla successiva.
Si torna a PlayMore!, ma cambiando punto di vista: questa volta parlano i beneficiari migranti e gli operatori. Il centro di via della Moscova viene raccontato attraverso l'esperienza diretta di chi vi ha trovato accoglienza, incontro e crescita, oltre la narrazione istituzionale della prima puntata.
Nota redazionale Il presente piano delle puntate rappresenta il programma editoriale di riferimento della serie. In fase di produzione, programmazione o messa in onda, singole puntate potrebbero subire eventuali adeguamenti di titolo, ordine, formato, taglio o contenuto, qualora ciò si rendesse opportuno per esigenze di aggiornamento, coerenza del palinsesto, qualità radiofonica o maggiore efficacia comunicativa. Tali eventuali adeguamenti non incidono sull'identità del progetto né sul contributo dell'esperto, ma sono finalizzati a garantire un prodotto editoriale attuale, coerente, fluido e pienamente aderente alla linea complessiva di NEUMA Radio.
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